postato da Ligeyla alle ore 18:17
lunedì, 24 settembre 2007

Il lavoro nobilita l'uomo. Cercavo l'autore, ma la wiki non è venuta incontro e ggogle mi ha confuso ancora di più.

E' un'affermazione che mi gira attorno da parecchio. Sarà perché l'economia, come unica struttura, muove le masse (questo so chi lo ha detto) e quindi noi piccoli massi andiamo alla ricerca dello stipendio fisso, o almeno il meno peggio, del posto con contratto indeterminato, dell'orario umano.

Ma è davvero questo quello di cui ci si deve preoccupare? Non so. Ammetto di avere avuto un gran colpo di c*lo, nel trovare posto lavoro, sono stata chiamata in un posto splendido e mi trovo adorabilmente. E mi sono sempre sentita in dovere di dimostrare questo mio trovarmi bene. Sarò buona fino allo sfiorare il "fessa", saranno i cromosomi dei miei, sarà che mi piacerebbe far bene tutto quello in cui mi cimento, o sarà che mi sento sempre in debito con tutti, fatto stà che anche nel posto di prima, @#!!!@# (chi deve intendere, intenda), davo tutto. Ovvero se dovevo restare mezz'ora in più non dicevo nulla, se le mie mansioni non c'entravano una cippa con il contratto mi adattavo, sorridevo ad ogni cliente e lasciavo che il biondo sfuriasse. Dunque, qui dove mi riconoscono capacità e disponibilità, credo arriverei anche a dare una mano in cantiere di casa del capo.

Già, disponibile, perché il lavoro non è mai dovuto, e nessun capo ti tiene se non gli vai bene o se rogni. Già, insegnamento di anni.

E poi.. Arriva una cugina di Roma, e, dopo aver ascoltato le novità sul cambio di lavoro, commenta, con occhi penetranti "Beh. _Hanno_ avuto una gran fortuna."

Hanno non hai.

Loro? Loro.
Ma.. sono io che ho trovato il lavoro. Io che ho un orario splendido, un ambiente accogliente.
Ma loro hanno trovato una persona tranquilla, disponibile ed entusiasta. ^risposta^

*piccolo sorriso, la sua stima è grande*.

In questi giorni arrivo al lavoro con meno timore di sbagliare e più voglia di mettermi in gioco...

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postato da Ligeyla alle ore 23:47
lunedì, 10 settembre 2007

...perché oggi il fiume è in tumulto e nemmeno so perché. Ribolle e ansima, sbuffa e carica gli argini grondanti. E' nero come pece, come inchiostro. Vorrei che fossero i tuoi occhi a vederlo, quegli occhi che non l'hanno visto mai.

Mulinelli e gorgoglii. I pescegatti hanno abbandonato queste acque. Oggi.

O forse si sono ritirati nelle loro tane. E dalle loro tane aspettano solo che l'acqua torni più calma e limpida.

E forse i tuoi occhi tutto questo non lo vogliono vedere.

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postato da Ligeyla alle ore 21:19
lunedì, 10 settembre 2007

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Ecco. Questo è il desiderio fatto scarpa. Ammirate, prego. E' da quando la scarpa ha smesso di essere odiosa imposizione ed è diventata vezzo che volevo delle scarpe così *_* adoro.

Per la cronaca sono in vernice nera e (penso, dal prezzo) ecopelle bianca. Sono comode, nei limiti delle scarpe con tacco, e io... sono felice e superflua. No, non come i peli. >.<

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postato da Ligeyla alle ore 20:22
lunedì, 03 settembre 2007

 

Lui non è chissà che affascinante, ma la canzone, mia dea.. la canzone! ç_ç *_*

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postato da Ligeyla alle ore 19:52
lunedì, 03 settembre 2007

Un template dedicato ad uno dei miei film preferiti, trovato sul blog http://tasteless.splinder.com/

->  http://irenes.zombieambulance.net/templates/mondoinventato.html

E questo con lo stesso soggetto. Adoro quel film!

->  http://irenewashere.altervista.org/Templates5/amelie.html

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